Ansia e attacchi di panico

Uno dei motivi più frequenti che spinge le persone a chiedere un aiuto psicologico é l’ansia.

L’ansia é una sensazione di preoccupazione e allarme che racchiude più emozioni, non necessariamente collegata ad uno stimolo esterno, con la quale la persona anticipa negativamente un evento futuro. L’ansia é uno stato emotivo che sposta la persona dalla dimensione presente ad una futura indefinita e vaga della quale la persona cerca di anticipare gli sviluppi con uno stato emotivo di allarme e agitazione.

La sintomatologia ansiosa puó compromettere il funzionamento sociale della persona in modo importante rendendo talvolta necessario un supporto farmacologico. Questo va inteso come temporaneo e non definitivo, per dare alla persona la possibilità di ritornare ad un discreto equilibrio necessario ad affrontare una psicoterapia. La psicoterapia si integra con il trattamento farmacologico e spesso ne accompagna la fine, in quanto aiuta la persona a capire le cause della sua ansia e fornisce strumenti cognitivi ed emotivi per affrontare le situazioni ansiogene.

Nella maggioranza dei casi l’ansia é associata ad attacchi di panico. Per dare il senso dell’incidenza di tali sintomi raramente mi capita in terapia di seguire delle persone che almeno una volta nella vita non ne abbiano sofferto. L’attacco di panico é un qualcosa di devastante per la persona, che perde il contatto con la realtà e che arriva addirittura a temere di morire o impazzire. Laddove tali attacchi non hanno compromesso il funzionamento sociale della persona al punto da rendere necessario il trattamento farmacologico, vengono forniti al paziente strumenti adeguati per bloccare e gestire tali manifestazioni.

Le cause dell’ansia sono diverse e vanno sempre ricondotte alla situazione specifica del cliente. Mi piace infatti dire in terapia che ogni ansia ha un ” nome e un cognome”, intendo cioè che anche davanti a sintomatologie molto simili ogni ansia é diversa perché ogni persona ha un vissuto, una storia e una personalità differente, perciò il trattamento, per essere efficace, deve essere tagliato sulla persona, partendo dalla sua esperienza e dalla situazione emotiva presente.

L’ansia non ē solo una condizione emotiva ma anche un modo con cui la persona si approccia alla vita. La persona ansiosa infatti ama controllare e programmare le cose della vita, si preoccupa eccessivamente delle reazioni, delle aspettative e del giudizio degli altri. I cambiamenti sono temuti, perché si prediligono situazioni familiari e prevedibili, si agisce pertanto evitando l’imprevisto. L’ansioso perciò vive spesso un conflitto tra la necessità psicologica di programmare minuziosamente gli eventi e l’imprevedibilitá della vita.

Per questi motivi la terapia consiste non solo nel ridurre la sintomatologia ansiosa, ma nell’aiutare la persona a modificare l’atteggiamento con cui vive le situazioni di vita, abbandonando la posizione del “mediocre programmatore” a favore di quella del buon “problem solver”. Per far questo occorre innanzitutto imparare a stare nel qui ed ora, vivere cioé sfruttando appieno le situazioni presenti, solo in questo modo si metteranno solide basi per il futuro.