«Mandiamo i bamboccioni fuori di casa»

Padoa Schioppa: con la Finanziaria misure che consentiranno ai giovani di affrancarsi dai genitori
ROMA – L’attacco è ai «Tanguy» all’italiana, o in altre parole i «bamboccioni» (copyright Tps). Quelli che non se ne vogliono andare di casa e che magari, ora che la Finanziaria vedrà la luce, potrebbero affrancarsi dalla sottana di mamma. Né è seriamente convinto il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa e nell’illustrare i benefici della futura manovra si applica in una filippica contro i ragazzi che stanno ancora alle dipendenze dei genitori. «Mandiamo i «bamboccioni fuori di casa», sintetizza con estrema brutalità e molta ironia Padoa-Schioppa nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Il ministro fa così riferimento alla norma che prevede agevolazioni sugli affitti per i più giovani. «Incentiviamo a uscire di casa i giovani che restano con i genitori, non si sposano e non diventano autonomi. È un’idea importante», mette in evidenza il titolare del Tesoro. Parole che accendono subito il dibattito, scavando il fosso tra riformisti e massimalisti all’interno della maggioranza.
Corriere della Sera (4 ottobre 2007)
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Nella mia attività di psicologa e psicoterapeuta mi è capitato spesso di lavorare con giovani tra i 27 e i 35 anni che sentivano la necessità di ritagliarsi uno spazio in cui mettere in discussione e rivedere modi di porsi in relazione e di vivere la loro realtà. I 30 anni rappresentano nella vita di un giovane un “compleanno speciale”, e segnano il passaggio da una giovinezza post adolescenziale, ancora molto incentrata sul presente, ad una giovinezza più adulta in cui diventa importante proiettarsi nel futuro. Spesso a questa età i giovani non hanno ancora elaborato un proprio progetto di vita stabile e questo è riconducibile a fattori di varia natura. Da un lato i mass media ci descrivono la generazione dei trentenni come mammoni, disinteressati ad uscire dalla famiglia di origine, incapaci di costruire relazioni significative che portino a legami stabili e duraturi. Dall’altro la precarietà della condizione professionale giovanile, il costo delle case alle stelle, le retribuzione spesso non commisurate al reale costo della vita e standard di vita sempre più elevati e difficili da raggiungere, rendono oggettivamente difficile rendersi autonomi e indipendenti dalla famiglia di provenienza. Tutto ciò genera incertezza e instabilità psicologica. I giovani si sentono frustrati dall’impossibilità di realizzare aspettative di vita personale e professionale congrue alla loro età, fanno i conti con una società che non dà garanzie per il futuro e rende precario e incerto il presente. Spesso a livello psicologico tutto ciò si traduce in insicurezza personale e bassa autostima, incapacità di costruire relazioni significative e di concretizzare legami affettivi importanti in progetti di vita familiare. Non esistono risposte e soluzioni valide per tutti. Queste vanno trovate nell’esperienza unica della persona, nei suoi bisogni, nei valori fondamentali e negli obiettivi di vita a cui dà priorità.
Dott.ssa M.R. Sireus
Chi teme il futuro si guasta il presente (L. Schmidt)